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My own “How to develope b/w films” guide: only in italian, sorry !

In giro è pieno di tutorial su come sviluppare le pellicole in casa. Quindi non posso esimermi dal pubblicare anche la mia miniguida.
Così è come faccio io.

Cosa serve

Attrezzatura

  • Cinque bottigliette vuote di acqua minerale da mezzo litro
  • Una bacinella che le possa contenere
  • Un termometro in grado di misurare con precisione i 20°
  • Una tank con spirale
  • Un bicchiere graduato per misurare 300ml e 500ml (di solito si usa uno da 600ml)
  • Un bicchiere graduato in grado di misurare 50ml
  • Una siringa da 10ml
  • Una tanichetta da 5 litri (io ne ho riciclata una dell’acqua distillata)
  • Un qualcosa che misuri il tempo (un cronometro, un timer, l’orologio da polso, etc)

Chimici

  • Sviluppo: tratterò qui riferendomi al Rodinal (R09) perché lo amo ed è perfetto e immutato da oltre 100 anni, ma ognuno sceglie quel che vuole (ultimamente ho scoperto l’Hydrofen di Bellini che è straordinario: provatelo e non ve ne pentirete).
  • Stop: in genere si tratta di acido acetico. Gli esempi li farò con l’Ilfostop della Ilford
  • Fissaggio: l’Ilford Rapid fixer è ottimo così come il Bellini FX100 (che puzza pure di meno)
  • Acqua distillata

Preparazione dei chimici

La prima cosa da fare è preparare le soluzioni chimiche che serviranno per il processo. Numerate le bottiglie di plastica (e i relativi tappi) da 1 a 5 e scriveteci cosa contengono. In questo modo avrete l’intera catena di lavorazione tracciata ed è quasi impossibile fare casino scambiando un liquido con un altro. Nel mio cervello, ad esempio, Stop e Fissaggio si sovrappongono facilmente e avere le bottiglie numerate mi aiuta a non invertirli. Ma io sono un casinista nato, voi magari no.

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Io le soluzioni le faccio tutte con acqua di rubinetto, ma ho la fortuna di vivere a Roma dove, a parte molto calcare, l’acqua è ottima. Se avete la sfortuna di avere acqua di cisterna, quindi molto clorata, vi suggerisco vivamente di usare acqua minerale o demineralizzata.

Le quantità

Usando una tank della Paterson (le più comuni e le migliori) le quantità di ciascun liquido da preparare sono:

  • 300ml per un rullino 35mm
  • 500ml per un rullino 120

Per altre tank, o combinazioni di più rullini, si leggano le istruzioni della tank. Di seguito prepareremo 300ml, supponendo di sviluppare un rullino 35mm.

Temperatura

Lo sviluppo b/n avviene sempre a 20°. Le tabelle dei tempi di sviluppo danno le correzioni per sviluppare a temperature leggermente diverse ma, francamente, non ne vedo il motivo. Quindi dovremo avere tutte le soluzioni a 20°. Per fare ciò si riempie la bacinella di acqua a 20° (giocando con fredda e calda si raggiunge facilmente la temperatura necessaria) e si immergono in acqua le bottiglie man mano che le si riempiono. Il bagnomaria fa il resto. Ovviamente è utile che i liquidi dentro alle bottiglie siano già molto vicini ai 20°, per risparmiare tempo. In realtà l’unico liquido che deve essere davvero a 20°, con tolleranza quasi nulla, è lo sviluppo. Per gli altri qualche grado più o qualche grado meno cambia niente.

La tanichetta da 5 litri

Io la uso per il risciacquo finale della pellicola al posto del lavaggio in acqua corrente per due motivi:

  1. l’acqua corrente è difficile tenerla vicina ai 20° e preferisco evitare stress termici alla pellicola
  2. si spreca molta meno acqua

Nella tanichetta mettiamo quindi cinque litri d’acqua cercando di averla a 20°

Bottiglia 1: bagno iniziale

Contiene semplice acqua di rubinetto. E’ il primo bagno che useremo per ammorbidire l’emulsione e per lavare via lo strato antialo dalla pellicola.

Bottiglia 2: sviluppo

Le proporzioni tra acqua e sviluppo si vedono sul bugiardino della pellicola o sul sito  digitaltruth.com. Diluizioni e tempi di sviluppo sono sempre indicativi e alla fine ognuno usa i propri. Ma le tabelle sono una ottima e necessaria base di partenza.

La diluizione è espressa in volumi. Ad esempio 1+25 che significa 1 parte di chimico e 25 parti di acqua (totale, quindi, 26 parti). Vediamo quindi le quantità da usare nel nostro esempio per preparare 300ml di sviluppo a 1+25:

  • Totale volumi: 1+25 = 26
  • Singola parte: 300ml / 26 = 11,5ml.
  • Quantità chimico: 1 x 11,5ml = 12ml (arrotondato)
  • Quantità acqua: 25 x 11,5ml = 287,5ml (arrotondato a 288ml)

In pratica il modo migliore di procedere è: si determina solo la quantità di sviluppo (12ml), si mette nel bicchiere graduato grande e si aggiunge acqua sino ad arrivare a 300ml. Per misurare i 12ml di sviluppo useremo la siringa.

Se si vuole faticare meno e non rischiare di fare casino, sempre digitaltruth.com ci viene in aiuto con il Volume Mixer che permette di calcolare on-line le quantità: Volume Mixer
Se invece preferite potete scaricarvi il mio excel con la calcolatrice volumi.

Io di solito metto un po’ d’acqua nel bicchiere graduato, poi ci aggiungo lo sviluppo e alla fine acqua sino alla quantità totale (300ml). Così facendo non si lasciano le sostanze chimiche pure a contatto con la plastica del bicchiere e lo si “contamina” meno. Se il bicchiere è di vetro, ovviamente, è una precauzione inutile.

Personalmente preferisco le diluizioni più alte: meno sviluppo e tempo più lungo. Si diminuisce il rischio di casini perché il tempo più lungo di sviluppo ha, ovviamente, tolleranze maggiori in caso di errore.

Ultima nota: preparare sempre prima lo sviluppo e poi le altre sostanze. Se si contamina il fissaggio o lo stop non succede nulla. Se si contamina lo sviluppo, può far danni.

Bottiglia 3: stop

Stesso procedimento usato per lo sviluppo. Lo stop Ilford (ILFOSTOP) si diluisce, ad esempio, 1+19, quindi:

  • Totale volumi: 1+19 = 20
  • Singola parte: 300ml / 20 = 15ml.
  • Quantità chimico: 1 x 15ml = 15ml
  • Quantità acqua: 19 x 15ml = 285ml

Bottiglia 4: fissaggio

Stessa cosa anche qui. Il Rapid Fixer della Ilford, per la pellicola, vuole una diluizione 1+4 e quindi:

  • Totale volumi: 1+4 = 5
  • Singola parte: 300ml / 5 = 60ml.
  • Quantità chimico: 1 x 60ml = 60ml
  • Quantità acqua: 4 x 60ml = 240ml

Bottiglia 5: ultimo risciacquo

Qui metteremo 300ml di acqua distillata.

Alla fine della preparazione ci troveremo quindi ad avere la nostra bacinella con le cinque bottiglie pronte. Verifichiamo che la temperatura dell’acqua sia a 20° e che lo sia anche quella dei singoli liquidi, dello sviluppo in particolare. Per portare i liquidi a 20° rapidamente si possono tenere un po’ le singole bottiglie sotto al rubinetto (acqua calda o fredda al bisogno) verificando col termometro il raggiungimento dei 20°. Poi si rimettono nella bacinella e il bagnomaria li mantiene a 20°.

Se la temperatura ambientale si discosta parecchio dai 20° sarà utile che la  bacinella permetta di tenerci immersa anche la tank tra un’agitazione e l’altra dello sviluppo.

Ripeto che l’unico bagno critico per la temperatura è lo sviluppo: gli altri accettano tolleranze anche di 5° senza sostanziali problemi.

Preparati i liquidi ci chiudiamo al buio per caricare la pellicola nella tank.

Caricare la tank

Il caricamento della pellicola nella tank sembra una cosa difficilissima, anche perché va effettuato al buio completo, ma in realtà è semplicissimo. Può essere utile esercitarsi alla luce con una pellicola da sacrificare.

Vendono degli strumenti per aprire i caricatori di metallo 135 o per estrarre la pellicola senza aprirli. Onestamente non servono a nulla: con le dita è facilissimo aprire il caricatore forzandolo dalla fessura da cui esce la pellicola e staccando poi uno dei due tappi.

Il rullino lo facciamo cadere nella tank vuota tenendo tra le dita l’estremità. Con una forbice si taglia la parte iniziale e i due angolini per evitare che si inceppi.

Poi si infila nelle alette della spirale e si carica.

Consiglio, prima di iniziare, di verificare con uno stuzzicadenti che le due sferette di metallo della spirale non siano incastrate: facilita molto le cose accorgersene non al buio.

spirale

Il procedimento

Adesso abbiamo la tank carica,  cinque bottiglie di liquidi e una tanichetta piena d’acqua.

Prima di iniziare le varie operazioni vediamo cosa si intende per “agitazione”, visto che è un’operazione che dovremo fare più volte.

L’agitazione

L’agitazione serve a far arrivare le sostanze chimiche sulla pellicola in maniera uniforme e ad evitare che tale contatto avvenga solo con una piccola parte di liquido che esaurirebbe presto la propria efficacia.  Si legge spessissimo che, per agitare correttamente i liquidi nella tank, bisogna effettuare il rovesciamento della stessa. Bene, io non l’ho mai fatto. Rovesciando la tank aumenta la probabilità che si formino bollicine d’aria all’interno della spirale e si hanno facilmente perdite di liquidi (nessuna delle tank che ho usato ha mai avuto la perfetta tenuta del tappo a pressione).

Quindi, per agitare il liquido, io utilizzo l’ondulazione della tank, il perno centrale che serve a far girare la spirale e, alla fine di ogni ciclo di agitazione,  un paio di battute del fondo sul piano di lavoro per scongiurare la presenza di bollicine d’aria.

I bagni

Iniziamo con la bottiglia n. 1 con l’acqua e agitiamo in maniera quasi continua per un minuto.

Dopo aver verificato che la temperatura della bottiglia n.2 è esattamente 20° (se non lo è usiamo acqua calda o fredda del rubinetto per scaldare/freddare la bottiglietta) svuotiamo la tank,   versiamoci lo sviluppo e facciamo partire il cronometro. Io agito in modo continuo per il primo minuto e poi 10 o 15 secondi ogni minuto per tutti i successivi. Solo per il bagno dello sviluppo è importante rispettare temperatura e tempo, come detto. Per gli altri la tolleranza è molto più alta. Per i tempi, soprattutto se in eccesso.

Scaduto il tempo dello sviluppo si svuota la tank e si mette il contenuto della bottiglia n.3, lo stop. Il tempo è di un minuto, con agitazione continua. Ho letto spesso che si deve svuotare la tank dallo sviluppo un po’ di secondi prima della scadenza del tempo per far si che, alla scadenza del tempo esatto, si metta lo stop. Non l’ho mai fatto e non ho mai rovinato un rullino in vita mia. Soprattutto se si usano diluizioni tali da avere tempi superiori ai 5 minuti, qualche secondo in più o in meno non cambia assolutamente nulla.
Questo per dire di vivere la cosa rilassati senza troppe seghe mentali.

Svuotato lo stop usiamo la bottiglia n.4 con il fissaggio. Il tempo dell’Ilford Rapid Fixer (e solitamente anche degli altri fissaggi) è di circa 5 minuti. Qui, se allunghiamo un po’ il tempo, nessun problema. Per il fissaggio l’agitazione che faccio è la stessa dello sviluppo: continua per un minuto e 10 o 15 secondi ogni minuto per il resto del tempo.

Sviluppando con il Rodinal tutti i liquidi sono usa e getta ad eccezione del fissaggio che può essere riutilizzato. Non l’ho mai conservato a lungo ma al massimo l’ho riutilizzato una seconda volta nell’arco delle 24 ore aumentando del 50% il tempo (se il primo rullino l’ho fissato per 5 minuti, il secondo per 7 e mezzo).

Finito il tempo del fissaggio, si svuota la tank (conservandolo se serve ancora o gettandolo) e si comincia il lavaggio.

Il lavaggio

C’è chi suggerisce di usare l’acqua corrente, con un tubo che entra nella tank, per cinque/dieci minuti. Non lo faccio perchè serve tanta acqua e non è possibile (almeno con il mio impianto idrico domestico) avere l’acqua corrente a temperatura costante intorno ai 20°.

Poi c’è il metodo Ilford che recita:

  • Riempite la tank di acqua e rovesciatela cinque volte. Svuotatela.
  • Riempite la tank di acqua e rovesciatela dieci volte. Svuotatela.
  • Riempite la tank di acqua e rovesciatela venti volte. Svuotatela.

Infine questo è il mio metodo:

Riempite la tank con l’acqua della tanica da 5 litri, agitate e ruotate la tank per una trentina di secondi e svuotate. Continuate così sino a quando la tanica è vuota.

Finito il lavaggio è ora di usare l’ultimo risciacquo. Aprite la tank e versateci dentro il contenuto, della bottiglia n.5. lasciatecelo per un paio di minuti, sempre agitando di tanto in tanto.

L’imbibente: una trappola da evitare

Vorrei spendere due parole riguardo a un passaggio che viene sempre consigliato: l’uso dell’imbibente. Si tratta di un tensioattivo (sapone) da aggiungere all’acqua dell’ultimo risciacquo per facilitare l’asciugatura (fa scorrere via le gocce d’acqua).
Io l’ho usato per anni e un giorno, recentemente, ho deciso di eliminarlo. Bene: da quel momento in poi non ho più avuto NESSUNA macchia sui negativi, cosa che invece avveniva abitualmente in passato. Quindi NON USERO’ MAI PIU’ l’imbibente e ve lo sconsiglio vivamente. Se l’ultimo risciacquo è fatto con acqua demineralizzata, non ci sono residui che si possano attaccare alla pellicola con l’asciugatura, se non la polvere atmosferica.

L’asciugatura

E’ una delle parti più critiche di tutto il processo perché quando è bagnata l’emulsione è la cosa più delicata e danneggiabile del mondo. Bisognerebbe appendere i film, con un peso sotto che li tenga ben spianati, in un ambiente tiepido e privo di polvere finché non sono asciutti. Una volta appeso il negativo usate l’acqua distillata rimasta nella tank per un ultimo risciacquolo veloce dall’alto in basso.

Una soluzione discreta è usare il box doccia con sopra un cartone che eviti l’ingresso di polvere. Prima di metterci i film ad asciugare si fa scorrere l’acqua calda tenendolo chiuso in modo che il vapore acqueo abbatta la polvere.

Sconsiglio di usare le pinze che asciugano i film, perchè il rischio di graffiarli è alto, mentre si possono usare le dita (indice e medio) per eliminare l’eccesso d’acqua senza grossi problemi (lo faccio sempre e non ho mai graffiato un fotogramma). Ma potete tranquillamente anche non eliminare fisicamente l’eccesso d’acqua: essendo distillata non lascerà residui.


Risorse esterne

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