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Fiat Multijet 1300

 

Sorry for italian, in this post…

Uno scambio di Whatsapp sulla strada di casa con una persona di cui ho tanta stima (posso dire un amico ? lo spero) mi ha fatto capire perché amo le fabbriche abbandonate più di ogni altro abbandono che mi sia capitato di vedere.

Cosa c’entrano la Merkel e il FIAT 1.3 multijet ? Beh, fanno effetto nel titolo e hanno una loro parte fondamentale nel ragionamento, ma per etica e brevità non ne dirò in questa sede.

Andiamo per ordine:

Le ville abbandonate sono affascinanti, con il loro antico sfarzo in rovina: ma se una villa viene abbandonata, è perché un potente ha preso il posto di un altro potente. Che se la vedano tra loro.

Le chiese abbandonate sono incredibilmente evocative. E’ lì che sembra che dio sia solo un’invenzione umana, per combattere la paura. Quando la sua casa cade in rovina, puoi pensare che si possa viverne senza e, soprattutto, senza coloro che pretendono di parlare in suo nome (e questo, dal mio modestissimo punto di vista, è una cosa assai bella).

I manicomi abbandonati stringono il cuore. Ripensi allo strumento di tortura e controllo sociale che hanno rappresentato per centinaia di anni e al dolore di chi vi fu rinchiuso. Ma, anche stavolta, ti rallegri che un pazzo li abbia chiusi per sempre nel 1978 (solo un pazzo poteva decidere che il controllo sociale andasse intaccato).

La fabbrica, invece, è tutta un’altra roba.
Quando va in rovina una fabbrica è la spina dorsale di un paese che si spezza. Sono uomini e donne che perdono tutto ciò che avevano. E’ l’abiura del progresso e delle speranze del tuo Paese.
Il suo futuro che si interrompe.

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